Metto le mani avanti: non aspettarti grandi rivelazioni.

Ciò che sto per rivelarti, infatti, è un po’ il segreto di pulcinella.

Eppure, non riesco a spiegarmi come mai la maggior parte delle aziende che usano carrelli elevatori elettrici continua a fare orecchie da mercante sul fatto di dedicare una gestione programmata agli accumulatori trazione.

Gli accumulatori trazione guasti sono, ormai, all’ordine del giorno, specialmente chi è senza una gestione non sai come prevenire questi casi.

Probabilmente provano repulsione per il denaro e non sono veramente interessati a tutelare i propri interessi per far risparmiare la propria azienda

Ma andiamo al sodo.

Era il 2014 quando i produttori di accumulatori informavano centinaia di migliaia di clienti che dal 2015 avrebbero iniziato a produrre accumulatori al piombo modernizzati, passando così da accumulatori tradizionali a quelli intelligenti.

Sta di fatto che, a distanza di pochi anni, molti di questi accumulatori installati, vi è stata la necessità di essere nuovamente sostituiti.

Questa volta non per un altro processo di modernizzazione, ma semplicemente a causa di guasti.

La connessione flex si ossida

Il motivo principale è che la connessione flex ossidata non permette il passaggio di corrente, questo è uno dei guasti più diffusi negli accumulatori di ultima generazione.

Apparentemente potrebbe sembrare un problema innocuo, invece non bisogna sottovalutarlo.

Nella maggior parte dei casi quando la connessione FLEX si ossida laccumulatore risulta perennemente scarico.

Questo perché?

In pratica è come se si otturasse il lavandino, l’acqua scende molto piano e non scarica bene, e di conseguenza ci impiega molto più tempo.

Nell’accumulatore succede la stessa cosa.

In termini pratici questo cosa vuol dire?

Con una capacità ridotta, il carrello elevatore oltre che non essere efficiente sarà costretto a lavorare sotto tensione e questo potrebbe causare alcuni problemi.

In questa situazione, nolenti o volenti, ci si può ritrovare di fronte a due situazioni dove:

  • Il carrello elevatore con bassa tensione potrebbe bruciare la scheda
  • Il carrello elevatore si scarica più velocemente, quindi sono necessarie più cariche, e questo porta un consumo maggiore di energia elettrica.

Nel primo caso è abbastanza semplice accorgersi del problema, in quanto la bassa autonomia dell’accumulatore comincia ad essere più elevata rispetto alla media e di conseguenza ti scatta l’allarme.

Viceversa, nel secondo caso, c’è il rischio che la situazione si protragga nel tempo, e aumenta la probabilità di ricevere una bolletta energetica molto più salata e compromettere anche gli altri elementi vicini.

Quindi cosa fare? Come accorgersi se l’accumulatore sta trasmettendo correttamente l’energia?

Il consiglio che mi sento di darti è quello di controllare sempre le connessioni flex del tuo accumulatore e, qualora fossero ingrossate/ossidate, di comunicare al service nei tempi e nelle modalità stabilite da voi.

Così facendo, avrai ripristinato il corretto funzionamento del tuo accumulatore senza ulteriori conseguenze.

Inoltre, con il tecnico a tua disposizione puoi verifica la tensione, in modo da appurare se la capacità è ripristinata o meno con quella effettivamente dichiarata.

Consumi alle stelle

I guasti all’accumulatore non riguardano solamente le connessioni flex, ma in altri casi il guasto potrebbe interessare proprio il funzionamento dell’accumulatore.

Per funzionamento dell’accumulatore si intende la capacità di erogare energia correttamente.

Può capitare che l’accumulatore, per una cattiva gestione, “si solfata” ed inizi a aumentare la temperatura durante la carica.

In questo caso il caricabatteria non svolge bene l’erogazione dedicata, e l’energia nell’accumulatore fatica a entrare.

Cosa bisogna fare?

Anche in questo caso bisogna interpellare il service e richiedere una verifica sul caricabatteria.

A sua volta, il service, dopo la diagnosi concorderà un appuntamento per fare una carica equalizzata per riequilibrare l’accumulatore.

Puzza di acido?

Un altro problema che potrebbe verificarsi nel corso della carica dell’accumulatore è quello relativo alla puzza di acido.

L’acqua in natura è inodore, però per far funzionare l’accumulatore viene unito l’acido che mescolati crea l’elettrolita.

Quando l’elettrolita puzza segnala l’eventuale problema dell’accumulatore, per la sicurezza generale.

Qualora si sia in presenza di un problema all’accumulatore, si dovrebbe percepire una forte puzza di acido che, oltre a generare uno stato di allerta e pericolo, lo stesso potrebbe comportare un consumo maggiorato di acqua.

In questo caso andrà contattato subito il service.

I recapiti del service sono riepilogati nel sito, in ogni caso indica la tua Regione sociale, Comune e Città in cui è il carrello elevatore.

Non sottovalutare il problema!

Il primo consiglio fondamentale che mi sento di darti è di non sottovalutare mai i diversi problemi che potrebbero verificarsi, a prescindere dalla loro natura, onde evitare di ritrovarsi in situazioni spiacevoli o addirittura di pericolo, come per la puzza di acido.

Proprio per il principio di non sottovalutare mai situazioni che apparentemente potrebbero essere banali.

Per questo abbiamo creato il sistema SUGGEST SERVICE.

Con la guida completa al funzionamento puoi approfondire tutto le sue caratteristiche.

Nella guida abbiamo voluto spaziare dall’invenzione e di come questo sistema lo poi utilizzare sulla gestione dei carrelli elevatori elettrici della tua azienda.

Se vuoi scoprire anche tu qualcosa di più sulla gestione remota dell’accumulatore scarica la guida completa Suggest Service per rimani informato e tutelato!


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